AFI: ricerca, innovazione, sostenibilità per il mondo Pharma
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27-30 maggio 2025, Fiera Milano (Italia)

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AFI: ricerca, innovazione, sostenibilità per il mondo Pharma
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Il presidente di AFI, Giorgio Bruno racconta il ruolo giocato dall’associazione con uno sguardo ai nuovi trend

L’edizione 2025 di Pharmintech rafforza i percorsi di collaborazione ormai più che consolidata con i principali stakeholder del mondo farmaceutico, tra cui non può mancare AFI – Associazione Farmaceutici Industria. L’associazione non svolge solo il fondamentale ruolo di consulenza per lo sviluppo dei contenuti della manifestazione, tradizionalmente sensibile alle esigenze del mondo industriale, ma offre un attivo contributo anche sul fronte della progettazione dell’offerta di convegni e workshop di approfondimento.

Ne abbiamo parlato con il presidente di AFI, Giorgio Bruno che esordisce con una riflessione sull’importanza di avvicinare il mondo dell’industria a una fiera capace di rappresentare la sintesi della filiera legata al packaging e processing farmaceutico, cosmetico e delle life sciences.

“La collaborazione che sviluppiamo con Pharmintech è ormai più che decennale”, esordisce Bruno - “con interscambio e condivisione costanti tra AFI, Simposio e l’organizzazione della fiera. L’evento rappresenta quindi un appuntamento importante visto il nostro operato vicino ai professionisti dell’industria del farmaco e del processo. La riteniamo infatti un’occasione di contatto fondamentale con aziende che possono aiutare gli associati a crescere nello sviluppo del loro business. Tradizionalmente, inoltre, proponiamo eventi all’interno della fiera, mantenendo una netta separazione con la progettazione del Simposio, in modo che la sinergia tra i due contesti sia ricca di spunti e svolga il ruolo di autentico acceleratore di innovazione. Tra i focus che riteniamo strategici da qui ai prossimi anni spiccano la legislazione europea sul mondo farmaceutico e la serializzazione, tema assolutamente dirimente e di attualità tra il 2025 e il 2026.”

Uno sguardo al mercato tra packaging, normativa e centralità del paziente

AFI rappresenta un segmento industriale tra i più performanti a livello internazionale, in un mercato che vede l’Italia ai primi posti nella produzione di tecnologia e macchinari, con 1,6 miliardi di euro di valore, espresso in un mercato mondiale che ne vale 6,6. Inevitabile quindi chiedere quali progetti siano al centro dello sviluppo delle attività in questo periodo, senza dimenticare l’attualità politica come, ad esempio, il Regolamento di revisione della Direttiva packaging in discussione al Parlamento Europeo.

“Sulla Direttiva packaging abbiamo iniziato una discussione con uno specifico gruppo di lavoro dedicato ai materiali di confezionamento. Siamo preoccupati perché se il confezionamento viene toccato l’impatto può condizionare vari profili industriali. Soprattutto se guardiamo al packaging primario, fondamentale per la stabilità del farmaco, ci aspettiamo una riflessione adeguata da parte del legislatore. Lavoriamo comunque su percorsi che riguardino il riciclo, su cui, con adeguati standard di qualità, si potrà sicuramente agire. Sul fronte plastica, con tempi di implementazione adeguati, immaginiamo delle evoluzioni che mettano al centro la tutela del consumatore, con un quadro normativo che codifichi i processi di comunicazione all’Agenzia del Farmaco. Non va dimenticato infatti che anche guardando agli aspetti normativi, al centro di tutto per noi c’è il paziente, che vogliamo soddisfatto, consapevole dei vantaggi delle somministrazioni, indirizzato da formulazioni adatte alla patologia e capaci di agire nel più breve tempo possibile. Del resto, la pandemia ci ha mostrato che senza salute non c’è economia, produzione, vita e quotidianità; quindi, è importante continuare in una direzione in cui la salute torni al centro, affrontando le emergenze in modo strutturato.”

I nuovi trend nel futuro del settore

Pur muovendosi su priorità legate prima di tutto alla salute della persona, sostenibilità e digitalizzazione sono temi di grande impatto anche nel mondo farmaceutico, che sta lavorando da tempo per integrare l’una, avvalendosi dell’altra come fattore di crescita e innovazione.

“L’industria farmaceutica ha migliorato l’approccio ambientale sotto vari profili.” prosegue Bruno “Tra le misure più diffuse spiccano la riduzione dei consumi energetici, di acqua e in generale delle emissioni, nella consapevolezza che molto può essere fatto, soprattutto sul fronte dell’economia circolare, guardando a tutto ciò che ruota attorno al farmaco inclusa la vita delle persone. L’impatto sulla vita quotidiana, infatti, è dirimente: pensiamo all’AI e alla digitalizzazione, temi capaci di rivoluzionare un mercato in cui operano professionisti che sono al 90% laureati e per il 50% donne: una platea che è destinataria ideale di concetti innovativi che spaziano dalle tecnologie più avanzate alla sostenibilità”.

“Se pensiamo all’AI, ad esempio, vediamo modelli digitali basati su una grande mole di dati che permettono di realizzare simulazioni di farmaci e tecnologie in contesti diversi, incidendo sulla filiera della salute nel suo complesso. I dati elaborati con questi potenti strumenti di calcolo permettono di rivedere paradigmi che in passato erano difficili da codificare, ad esempio sul fronte qualità e sostenibilità, generando anche nuove professionalità che emergeranno con il loro volano di innovazione. Su questo fronte AFI è molto attiva, con una serie di recenti patrocini ad eventi dedicati alla digital therapy e le applicazioni di AI, in risposta a un movimento che si sta attivamente impegnando in questa direzione”.